Cosa vedere alla Reggia di Versailles

Cosa vedere alla Reggia di Versailles

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 2 novembre 2017

Visita al Castello di Versailles

La visita inizia entrando da quello che è denominato “Coeur d’honneur”, l’ingresso principale. Le dimensioni della costruzione sono talmente grandi da lasciare ogni visitatore col fiato sospeso.

Per comprendere l’ubicazione dei grandi appartamenti – Le Grands Appartements – che si trovano sia sul piano principale della grande struttura, che sui due lati, a Est ed Ovest rispetto all’entrata, è consigliabile munirsi di una delle piantine che si trovano anche presso l’ingresso o presso le agenzie di viaggio, per essere in grado di comprendere esattamente dove ci si trova durante la visita.

Le due strutture laterali – sempre rispetto all’ingresso – sono denominati “Chateaux neuf”, che significa: castello nuovo.

Ovviamente, gli appartamenti si dividono tra quelli utilizzati dal Re – Grands Appartement du Roi – e quelli in uso alla Regina, i “Grands Appartement de la Reine”.

Piccola curiosità: la Reggia di Versailles, per l’ampiezza della metratura, è denominata: “Il grattacielo orizzontale”.

Galleria degli specchi

La Galleria degli Specchi a Versailles
La Galleria degli Specchi a Versailles

Un tempo era chiamata“Grand Galerie”, per le sue proporzioni gigantesche: basti pensare che misura 73 metri di lunghezza, 10,50 metri di larghezza per 12,30 metri di altezza.

Come era d’uso nelle grandi costruzioni dell’epoca, questo tipo di galleria dalle misure così importanti, fungeva sia da raccordo con le altre aree del castello, che come area di incontro.

E’ certamente l’ambiente più ammirato e celebrato dell’intera Reggia di Versailles. In un periodo di massima floridità economica, furono posti 357 specchi, molti a ornamento dei 17 archi che si trovano tutti dinnanzi alle finestre arquate, che affacciano sul giardino: l’effetto di grandezza e luminosità è incomparabile, e fu proprio la volontà reale di comunicare la grandezza assoluta della monarchia francese far realizzare questo gioco di luce e immensità dell’ambiente.

Dopo l’apposizione degli specchi, il nome della sala venne modificato, da Grand Galerie aGalerie des Glaces, ovvero Sala degli specchi. Durante la monarchia, verso sera venivano accese ben 3.000 candele: immaginate l’effetto ottico che veniva prodotto.

In questa sala, nel corso degli anni della monarchia, fu possibile vedere scenari davvero poliedrici: dagli incontri ufficiali del re con le delegazioni di ministri e militari, alle feste sfarzose, al passaggio della gente del popolo, con tanto di mucche e asini al seguito: in alcuni periodi infatti, questa enorme galleria, era aperta a tutti, e quindi, accessibile anche al popolo.

Gli oggetti che si trovano al suo interno, sono tutti in stile Rococò e le pitture della volta sono state realizzate da Charles Le Brun, famoso pittore e decoratore francese vissuto nel ‘600.

Il Salone della Pace e quello della Guerra

Proseguendo nella nostra visita virtuale alla Reggia di Versailles, arriviamo al Salon de la Paix, il Salone della Pace, che si trova all’opposto rispetto al Salone della Guerra.

Il Salone della Pace, che si trova nell’area a sud della Sala degli Specchi, è il passaggio che porta direttamente aiGrand Appartement. Il nome, è stato scelto in ricordo alla vittoria della guerra con l’Olanda, e – più in generale – per sostenere il criterio di pacificazione universale.

Le pareti di questo ambiente, sono interamente ricoperti di marmo, esattamente come il Salone della Guerra, di cui è gemello.

I soffitti del Salone della Pace, sono totalmente decorati con cinque dipinti, che hanno lo scopo di evidenziare la grandezza della Francia nel concedere la pace alle nazioni con cui ha guerreggiato.

È presente un grande camino, al di sopra del quale è posto un dipinto che raffigura Luigi XV, nell’atto di concedere le proprie figlie in cambio della pace in Europa. L’opera fu realizzata dal pittore francese François Lemoyne.

Il Salon de la Guerre – Salone della Guerra – come già detto si trova sul lato opposto rispetto al Salone della Pace, e funge anch’esso da collegamento tra gli appartamenti reali e la Galleria degli Specchi.

Il grande soffitto a cupola, è decorato con una rappresentazione della vittoria francese. Alle pareti, un gioco di marmi policromi e bronzi, in stile militare, rendono l’ambiente austero.

Un bassorilievo realizzato in marmo bianco, applicato su un muro, propone l’immagine di Luigi XIV a cavallo: è l’opera di maggior valore che si trova nella Sala della Guerra.

Appartamenti della Regina

Appartamenti della Regina nella Reggia
Appartamenti della Regina nella Reggia

La Regina Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena, per brevità chiamata Regina Maria Antonietta, aveva in uso diversi appartamenti privati, e una camera da letto enorme e sontuosa.

Al centro dell’area del palazzo, denominata “Appartamento della Regina”, è incastonata la camera da letto.

Piccola curiosità: per un’antica usanza, la regina partoriva pubblicamente. Se si considera che la Reggia di Versailles consentiva l’accesso a tutti, si può immaginare come, un momento così delicato nella vita di una donna, fosse posto alla mercé di sguardi inopportuni.

La camera da letto della Regina

Alla sommità dell’enorme letto, troneggia un maestoso baldacchino, decorato interamente in oro e in stile Rococò.

Il soffitto, inizialmente decorato da Charles Le Brun, e poi ridecorato tra il 1730 e il 1735 su progetto di Robert de Cotte, è abbellito da quattro cariatidi in bronzo, che rappresentano le quattro stagioni.

Sul caminetto, ornato di marmo policromo, è posto un busto marmoreo che raffigura la regina, realizzato da Félix Lecomte, noto scultore dell’epoca, che la ritrae con indosso il mantello reale e al collo un medaglione col l’effige di Luigi XVI.

Tutte le pareti della stanza, sono rivestite di seta pregiata, fatta arrivare da Lione, e rivela un intreccio floreale composto da lillà, rose e tulipani.

Le cabinet dorè

Le Cabinet Dorè, Versailles
Le Cabinet Dorè, Versailles

Il nome deriva dalla profusione delle dorature, utilizzate per decorare quasi ogni cosa, pareti comprese, in questo che – a tutti gli effetti – era l’ufficio privato della Regina.

Questa sala, è il più vasto degli ambienti presenti negli Appartamenti della Regina. D’altronde, era il luogo in cui Maria Antonietta s’intratteneva con gli ospiti o prendeva lezioni di clavicembalo e di arpa.

Tutte le decorazioni presenti in questa sala, sono opera dei fratelli Rousseau che seguirono il progetto dell’architetto Richard Mique, il preferito dalla Regina.

Il colore dominante, a parte quello delle dorature, è il bianco delle pareti, contrastato dal verde oltremare che tappezza le poltrone del salotto.

Una cassettiera di grande pregio, realizzata dall’ebanista Riesner, è posta tra le due finestre della sala.

Cabinet de la Méridienne

Fu su richiesta di Maria Antonietta che si procedette alla realizzazione di questo gioiello architettonico. Di pianta ottagonale, si tratta di un piccolo salotto privato, posto alle spalle della Camera della Regina. Lo utilizzava per lo più per concedersi qualche pausa di riposo.

Il nome, Méridienne, che in francese significa “sedia a sdraio”, indica in maniera univoca l’uso che ne faceva.

Anche in questo caso, le pareti sono bianche e ornate di stucchi in oro. La mobilia è composta di poltroncine, rivestite di broccato celeste, come le tende, e di un piccolo letto – totalmente rivestito di broccato celeste e decorazioni dorate – che è praticamente incastonato in una delle pareti.

Appartamenti del Re

Situate nella parte più antica del palazzo, troviamo le stanze che compongono gli Appartamenti del Re.

L’area riservata al Re era composta originariamente da otto ambienti, che – col passare degli anni – si ridussero a sei.

Camera da letto del Re

La camera del re nella Reggia
La camera del re nella Reggia

Collocata esattamente al centro del palazzo reale, questa sala è un trionfo di oro e di broccati. La sala è attualmente ammobiliata con un grande letto con baldacchino di pesante broccato, due poltrone e 12 seggiole pieghevoli.

Sulla volta che sovrasta il letto, è collocato un altorilievo realizzato da Nicolas Coustou: intende rappresentare la nazione francese che veglia il Re durante il sonno.

La sala della guardia reale

Il nome originale è salle des gardes du roi. Era l’ambiente in cui stazionavano le sue guardie del corpo, sempre pronte a entrare in servizio alla minima richiesta. Era anche il luogo dove si recavano per una breve siesta: la presenza di brande ne conferma questo utilizzo.

Un grande quadro, intitolato “La battaglia di Leuze – 18 Settembre 1691” è posto sopra il grande camino interamente rivestito di marmo. Una volta a settimana, sempre di Lunedì, al centro della stanza veniva posto un tavolo ricoperto da un telo dorato: qui il Re in persona, ascoltava le richieste che gli giungevano da varie persone.

Il cabinet du conseil

Le cabinet du Conseil
Le cabinet du Conseil

Arredata in maniera molto spartana, questa sala denota lo stampo maschile e l’uso che il Re ne faceva. Nel 1701, fu deciso di ammodernarla, e furono posti pannelli a specchio, che me moltiplicano – a livello di immagine ottica – la metratura. Dopo l’installazione dei pannelli a specchio, fu ribattezzata Cabinet des glaces.

I giardini della Reggia di Versailles

I Giardini della Reggia di Versailles
I Giardini della Reggia di Versailles sono visitabili tutti i giorni
Sono certamente i giardini più noti al mondo. Sviluppati in un’estensione di circa 800 ettari, sono – per la maggior parte – lavorati con lo stile dei giardini alla francese.

I giardini di Versailles, offrono ai visitatori un’esperienza davvero unica e indimenticabile. Un trionfo di fontane e di statue, collocate dappertutto, rendono questo territorio davvero spettacolare. Nulla è lasciato al caso.

In realtà, la composizione si divide in quattro nuclei principali, che sono i veri giardini, progettati da André Le Notre, famoso architetto ambientale, esperto di realizzazione di giardini alla francese, collocabili in piena epoca barocca.

Alla base dei giardini alla francese, troviamo la suddivisione simmetrica delle aree, resa meno rigida dalla profusa collocazione di statue, giochi d’acqua, piante dalle potature creative e fontane maestose.

Il boschetto di Rocaille

Da non perdere una visita al boschetto di Rocaille, o “Boschetto della sala da ballo”. Progettato sempre da André Le Notre, al suo interno è presente l’unica cascata di tutti i giardini di Versailles.

Si caratterizza per la disposizione a gradinata, con una pianta ad anfiteatro. Le rampe sono realizzate in marmo rosa del Languedoc, e ornate con vasi e grandi torciere dorate.

Grand Trianon

Gli interni del Grand Trianon
Gli interni del Grand Trianon
Il nome di questo palazzo, deriva dal nome del villaggio che venne distrutto per consentirne l’edificazione.

Interamente rivestito di marmo, viene anche chiamato “Il Trianon di marmo”. Realizzato per volere di Luigi XIV, fu a tutti gli effetti il luogo in cui il Re andava per trovare un’oasi di pace e relax: il suo rifugio privato, in cui viveva anche le sue passioni amorose.

La prima realizzazione, ad opera dell’architetto Luois Le Vau, presentava un’incredibile rivestimento esterno in porcellana blu e bianca. Essendo però la porcellana bella da vedere, ma fragilissima, fu deciso – nel 1687 – di rimuoverla e di rivestire la costruzione con marmo bianco e rosa.

L’architettura, è un mirabile intreccio di stile franco-italiano.

È composto da un nucleo centrale e da due “maniche”: una settentrionale e una meridionale, unite – in fondo alla corte – da una loggia, caratterizzata da otto colonne realizzate in marmo verde e rosso – progettata da Robert de Cotte, altro famoso architetto dell’epoca. Inoltre, tutta l’area esterna è abbellita da magnifici giardini.

Per la bellezza di questa costruzione, forse la più bella di tutta l’area di Versailles, l’UNESCO l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità.

Piccola curiosità: ancor oggi, una parte del Grand Trianon, è utilizzata per visite ufficiali alla presenza del Presidente francese.

Petit Trianon

Una delle zone più affascinanti del parco della Reggia di Versailles è il Petit Trianon, che accoglie un castello di piccole dimensioni e vari giardini di stili differenti.

La storia di questa porzione del parco risale alla metà del XVIII secolo, quando a Claude Richard fu affidato, da Madame de Pompadour, il compito di progettare e dar vita a un giardino di piante nei boschetti e nei prati situati a est rispetto al Grand Trianon.

Venne pianificato, così, un giardino alla francese con un serraglio per animali che, in un certo senso, doveva risaltare per contrasto con il serraglio reale di Luigi XIV, che era decisamente più esotico.

Oggi il Petit Trianon si presenta come un esempio eccellente dello stile architettonico che si impose nel passaggio tra il rococò e il neoclassicismo. La forma cubica dell’edificio rivela un aspetto elegante nella sua semplicità, mentre la presenza di gradini è motivata dal dislivello del terreno su cui la costruzione sorge. Il colore bianco spicca, ovviamente, in mezzo al verde delle piante e dei giardini, ed è una delle tante testimonianze della sobrietà che contraddistingue il castello, dimostrata dal modesto lusso degli interni.

La storia del castello ha conosciuto vicende alterne: dopo che Luigi XVI, una volta incoronato, decise di offrirle in dono a Maria Antonietta, con la quale si era appena unito in matrimonio, la giovane sposa optò per imporre il proprio stile. Oggi si possono ammirare le colonne e i pilastri di ordine corinzio sulle quattro facciate e il mezzanino di tre sale che permette di accedere alla biblioteca. Sculture di frutti e fiori decorano l’intero edificio, quasi a voler creare una continuità con i giardini all’esterno, e anche i mobili presentano ornamenti che richiamano i motivi campestri. Allegorie di stagioni e temi floreali caratterizzano anche i dipinti.

I giardini del Petit Trianon

Per quel che riguarda i giardini, si è parlato di uno stile sospeso tra la Cina e l’Inghilterra, anche se la varietà di piante permette di intraprendere un immaginario giro del mondo, che va dai tulipani olandesi alle essenze africane, dalle magnolie del sud alle piante indiane.

Il Petit Trianon offre un contesto quasi bucolico, con una grotta, un ruscello, un laghetto e un monte, ma non mancano pagode cinesi e templi ellenici, a suggello di quell’incrocio tra Oriente e Occidente che è rafforzato anche dalla presenza di mulini a vento di Fiandra. Il ruscello e il laghetto sono di origine artificiale, frutto di una progettazione accurata, così come sono state inserite ad hoc l’isola e la grotta: tutto studiato alla perfezione, eppure tutto così perfettamente naturale, simbolo della bellezza spontanea degli elementi naturali.

Le cose da vedere alla Reggia di Versailles sono davvero tante. Qui abbiamo voluto proporvi una piccola guida delle sale più importanti, dei giardini e della “dependance del Re”, il favoloso Grand Trianon, luogo in cui si consumarono anche gli amori passionali del Re.

Anche se vi recherete per pochi giorni a Parigi, non mancate di fare una piccola visita alla Reggia: porterete per sempre con voi, il ricordo di luoghi storici incredibilmente affascinanti.

 

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